EME un QSO grazie alla Luna
La tecnica E.M.E. consiste nell’utilizzare il nostro satellite naturale, la Luna, come riflettore delle onde radio irradiate dai radioamatori per coprire distanze considerevoli. EME sta quindi per Earth-Moon-Earth, ci fa capire quindi che il segnale viene originato dalla terra, dai radioamatori, riflesso dalla Luna verso la Terra, e ricevuto quindi dalla terra.
Dal punto di vista strumentale, la tecnica è complessa. Poiché la Luna si trova a 384400 km dalla Terra il segnale deve avere una potenza tale da percorrere questa distanza due volte, andata e ritorno, e tenete in considerazione che solo parte del segnale riflesso torna verso la terra.
Le migliori stazioni radioamatoriali che praticano la tecnica EME per i QSO dispongono di potenze di 500W (limite legale) ed antenne direttive Yagi da almeno 20 elementi. Sarà necessario ovviamente disporre di un rotore a doppio asse, sia in Azimuth che in elevazione, il puntamento verso della luna avviene con specifici software.
Inutile tentare di ricevere trasmissioni con antenne omnidirezionali, Diamond o con portatilini, servono direttive ad alta direttività e guadagno e ricevitori SSB di un certo livello.
Da notare che la velocità della luce è di 299792 km/sec, e come detto la Luna si trova a 384400 km dalla terra, quindi il segnale impiega più di un secondo per raggiungerla, e poi un altrettanto secondo abbondante per tornare indietro. E’ quindi possibile dopo aver trasmesso alcune lettere i telegrafia o dopo aver trasmesso a voce una parola, riascoltare il segnale trasmesso con un ritardo di circa 3 secondi.
Tale tecnica non va confusa con il meteor-scatter, che consiste nel far riflettere un segnale radio dalla scia ionizzata dei corpi meteorici in alta atmosfera, il principio è diverso. Per entrambi, non si può parlare di radioastronomia, in quanto non si ricevono segnali di origine extraterrestre, ma sia con l’una che con l’altra si ascoltano segnali di origine terrestre.


